Pochi giorni ancora e anche l'Italia avrà i suoi giochi d'abilità on-line, previsti dall'art. 38 della legge n. 248/2006 e da anni pane quotidiano per gli internauti di tutto il mondo. Il decreto ministeriale che istituisce gli «skill games» sta per essere firmato dal ministro dell'economia, Tommaso Padoa-Schioppa, e contiene una novità destinata a rivoluzionare il settore dei giochi
fin qui strettamente regolamentato dai Monopoli di stato: il provvedimento sarà infatti un «framework» normativo, mentre i contenuti (vale a dire i regolamenti dei singoli giochi, dal poker al sudoku, allo scarabeo) saranno proposti dagli operatori stessi ad Aams, che avrà facoltà di approvarli e di renderli quindi disponibili per l'intero mercato. Il provvedimento, al quale dovrà seguire il lancio di un decreto contenente il protocollo Sogei per la comunicazione informatica tra il ministero dell'economia e i server dei titolari di licenza, anticipa di qualche mese il riordino, susseguente all'apertura di una procedura di infrazione (la numero 4179 del 2006) della Commissione europea nei confronti dell'Italia, dell'intero settore dell'on-line che, secondo un carteggio riservato tra i vertici dell'amministrazione e i servizi tecnici della Commissione, «adeguerà la normativa vigente in Italia al rilievi sollevati dalla Commissione». In questo senso- secondo quanto scrive Nicola Tani su ItaliaOggi - si starebbe studiando la possibilità di rendere davvero «europei» i giochi d'abilità made in Italy, con la partecipazione, che sarà introdotta però solo in un secondo momento, anche di cittadini Ue alle partite gestite dagli operatori italiani. Solo se la «massa critica» di giocatori sarà davvero considerevole, infatti, il giro d'affari del gioco on-line rappresenterà un business, portando vantaggi sia allo stato, che percepirà un'aliquota del 3% su ciascuna giocata, sia agli operatori, che prevedono un fatturato complessivo, a regime, attorno al miliardo di euro.
Le stime di via XX Settembre, allegate al decreto Bersani, parlano invece di 200 mila nuovi giocatori, e una spesa media pro capite di 2 mila euro, nel 2008: il movimento complessivo potrebbe raggiungere i 400 milioni di euro, con una percentuale dell'80% restituita ai giocatori sotto forma di vincite. Non stupisce che gli operatori del gioco on-line stiano già scaldando i motori: alcuni dei migliori nomi internazionali, da 888 a Bet365 fino ai «tradizionali» big britannici, Ladbrokes e Coral Eurobet, saranno della partita, naturalmente assieme ai colossi italiani. Condizione essenziale per gestire i nuovi giochi, in cui il fattore di «abilità» dovrà essere, come previsto dalla legge, prevalente sull'alea, sarà il possesso della licenza per i giochi pubblici on-line rilasciata da Aams sul finire dello scorso anno e ottenuta dietro versamento di 300 mila euro. Attualmente, sono 31 i singoli operatori pronti per la prima partita degli skill games «made in Italy», la cui data di partenza è fissata, tra adempimenti formali e aggiustamenti tecnologici, attorno alla fine del 2007
fonte jamma
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